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Padre Emanuele

Rinnovamento Carismatico cattolico

PADRE EMANUELE HA DONATO LA SUA VITA E LA SUA FEDE

Uomo di Dio. Era la definizione del profeta. Lo fu nel senso più pieno della parola, nella vita e nel nome che gli fu imposto al noviziato dei Cappuccini:"Dio con noi".
Padre Emanuele Fenocchi è morto a Pontremoli giovedi 17 marzo, pochi giorni dopo essere stato colpito da un malore dal quale non si era più ripreso ..
Aveva 79 anni.
Nato a Medesano da genitori di origini lunigianesi, a Il anni era entrato nel seminario serafico di San Martino in Rio; a 17 anni la professione temporanea, a 21 quella solenne, a 25 anni sacerdote.
Tornò a Fidenza per 7 anni come confessore e guida spirituale dei novizi cappuccini;fu cappellano nell'ospedale di Reggio Emilia, direttore del collegio e superiore del convento di Vignola.
Nel 1964 i Cappuccini della provincia di Parma aprirono una missione nella Repubblica Centra fricana. Partì e ne fu il primo superiore. Vi restò per 31 anni, fino a quando la salute glielo consenti. In Italia si reinserì nei conventi di San Matiino in Rio, divenuto centro missionario di Vignola ed infine, per gli ultimi tre anni, superiore a Pontremoli.
La gente che lo ha incontrato non ha potuto non volergli bene.
C'era una folla strabocchevole dentro e fuori la chiesa dei Cappuccini a Pontremoli, proveniente da tutti i luoghi dove padre Emanuele ha esercitato il ministero sacerdotale e profetico francescano. Due vescovi, Mons. Eugenio Binini della diocesi di Massa Carrara - Pontremoli e mons. Sergio Govi, suo primo collaboratore e poi suo vescovo nella diocesi centrafricana di Bossangoa; una quarantina di sacerdoti diocesani e cappuccini.
Tutti a ringraziare Dio per la grazia di averlo messo sul loro cammino o di aver percorso un tratto di strada insieme con lui.
Padre Emanuele aveva una fede semplice, spontanea, entusiasta, luminosa di gioia e di sole, aliena da sillogismi e alambicchi teologici, come se nessun dubbio mai abbia potuto sfiorarla; una generosità diffusiva, senza risparmio, si è speso per gli altri;nessuno ha mai sentito pronunciare un giudizio che non fosse di comprensione o emettere una sentenza che non fosse di assoluzione.
Si sarebbe trovato a proprio agio nelle pagine dei Fioretti con qualcuno dei primi estemporanei compagni di Francesco.
La preghiera e la devozione gli si erano incarnate dentro l'anima e quando lo ha ferito un'oscurità senza ritorno, ha continuato a mescolare alle parole della conversazione quotidiane, quelle del Kyrie Eleison, dell'Ave Maria e del Miserere.
E' stato missionario sempre, tra i fratelli di casa ed i fratelli lontani.
Padre Emanuele ha tenuto la lucerna accesa ed alla sua ha consentito a molti altri di accendere la propria. I suoi confratelli lo hanno ricordato così: "In un mondo sempre più massificato, tu hai scelto di essere l'imprevedibile entusiasta  evangelico. Ti sei speso per annunciare il messaggio ai lontani, per ridare 'la speranza agli smarriti, la fiducia ai dubbiosi. Sapevi ridere e piangere per la salvezza di tutti. Tuo è il Regno".
Per la vita è stato "Dio con noi"; per sorella morte "Padre Emanuele è con Dio".

A.Z.
(Corriere Apuano 26 marzo 2005)

 

SCHERZANDO TI CHIAMAVO "PADRE EMMA"

Caro "padre Emma" come ti chiamavo spesso scherzando con te, sei passato veloce come una cometa, lasciando cadere su ognuno di noi tanta polvere di stelle con il tuo esempio, la tua semplicità francescana e l'entusiasmo che avevi per il Regno di Dio.
In questi tre anni di presenza a Pontremoli hai sempre coltivato dei grandi desideri di cui mi parlavi spesso ed anche se talvolta non abbiamo potuto realizzarli, ti assicuro comunque che niente e nessuno è stato per me ed anche per te occasione di scoraggiamento, anche se ci ha lasciato un po' di amaro in bocca.
Ricordi "padre Emma" qual).do ci tenevi tanto a celebrare la lode con il gruppo di preghiera nella tua chiesa e non ci è stato possibile per vari motivi ancora oggi incomprensibili e tu hai esclamato, meravigliato come un bambino:"Ma perché? Dopotutto che male facciamo? Noi chiediamo soltanto di pregare!".
Quando in una memorabile celebrazione nelle Valli di Zeri, con umiltà ti sei messo in ginocchio per chiedere "l'Effusione dello Spirito Santo", tu poi ci hai testimoniato che il Consolatore· è venuto veramente con forza su di te come il giorno della
Pentecoste e da quel momento anche la tua predicazione, il tuo ministero, la lode, hanno avuto un impulso straordinario che tanti hanno sperimentato quando ti incontravano.
"Padre Emma", per me tu sei stato molto più che un amico: sei stato un fratello, un padre che cercavo da tempo ed anche se tutto è stato molto breve, come una stagione che precede un'altra stagione tutto quello che abbiamo vissuto insieme, è ancora VIVO ancora Oggi in me.
Ci hai lasciato, soffrendo come Gesù in croce, ma, lasciamelo dire, caro amico, con lo stesso tono che usavo quando venivo a trovarti in quell' oscura sacrestia di Pontremoli, il "ROVETO ARDENTE che amavi tanto, era sempre vicino a te, anche quando non eri capito da tutti per il tuo entusiasmo che ci contagiava.
Non eravamo lì con te quando terminavi la tua salita al calvario, ma accanto a te, a nome di tutti noi c'era l'amica e sorella Paola, era lì anche a nome nostro per raccontarti tutto il nostro affetto e ripeterti la nostra gratitudine.
"Che la terra di Medesano" ti sia leggera come si dice in Africa.

A ... Dio!
(don Beppino)

Don Beppino Cò
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